IL BORGOMASTRO DI SAARDAM (1827)
Melodramma giocoso in due atti
di
Domenico Gilardoni
MARIETTA, soprano
PIETRO FLIMANN, tenore
PIETRO MIKAILOFF, ossia lo zar Pietro, baritono
IL BORGOMASTRO VAMBETT, buffo
CARLOTTA, sua figlia, mezzosoprano
TIMOTEO, basso
LEFORTE, basso
ALÌ MOAHMED, tenore
Armigeri del borgomastro
Soldati olandesi
Coro di falegnami e di contadine
L'azione è nel cantiere di Saardam.
Atto I
Atto II
ATTO PRIMO
Interno di un locale addetto ai lavori de' calefati.
Scena prima
Coro di falegnami, che perfezionano coi loro strumenti
varii pezzi necessarii alla costruzione de' bastimenti.
Fra questi si veggono lo Czar e Pietro Flimann.
CORO
Forza, o braccio, ai destri colpi,
su, vigore al martellar.
Per te, l'uom non ha spavento
dell'instabile elemento;
per te impavido il guerriero,
va sul flutto a battagliar.
Forza, o braccio, ai destri colpi,
su vigore al martellar.
Per te, l'onda più fremente,
sfida intrepido il nocchiero;
per te, scopre ignota gente,
nuovi lidi, estranio mar.
Forza, o braccio, ai destri colpi,
su vigore a martellar.
FLIMANN
(che avrà cessato di lavorare contempla un ri tratto)
Del sembiante e caro e vago,
tu a me porgi ognor l'immago.
CZAR
Flimann?... Pietro?... Ehi?
(accorgendosi del ritratto)
Che!... un ritratto?...
Ei sospira!... Oh, veli, che matto!
FLIMANN
(come sopra)
Deh! consola il mio pensier.
CZAR
Bravo. Evviva il romanzier.
(sorprendendolo)
FLIMANN
Perché tu non ami,
deridi il mio stato,
e un folle mi chiami,
che senno non ha.
Ma un giorno, se cadi
nel laccio d'amore,
allora il tuo core
così non dirà.
CZAR
Oh! come t'inganni,
se credi, che un giorno,
provar tali affanni,
quest'alma dovrà.
Di cura più bella
è servo già il core,
né schiavo d'amore
giammai diverrà.
FLIMANN
Quel labbro... quel sorriso ...
quel ciglio... quel suo viso ...
CZAR
Ma via, da me t'impara
le donne a dispregiar.
FLIMANN
Quel piè... quel crine... Ah! tutto
non v'ha chi a lei somiglia...
CZAR
La pippa, la bottiglia,
e a monte il delirar.
FLIMANN
Più volte mi provai,
ma vano fu il tentar.
Se cerco, se chiedo
novelli pensieri,
non trovo, non vedo
che quelli d'amor;
riceve per loro
soave ristoro
quest'alma smarrita,
l'oppresso mio cor.
CZAR
La gloria, il valore,
del soglio, del regno,
è il nobile ardore
che brama il mio cor!
Il petto m'accendi,
o fiamma divina,
e invitto a me rendi
l'ardire, il valor.
Scena seconda
Leforte e detti.
LEFORTE
Amici, il borgomastro or or trovai,
e in tuon di disimpegno d'alto affare,
m'impose che fintanto ei non venisse
alcun di noi di qui non si partisse.
TUTTI
(con sorpresa e circondando Leforte)
Non partir! ... Qui venir! ...
Che vorrà! ...
LEFORTE
Chi lo sa ...
TUTTI
Ordinar!... di restar?...
Che sarà?
LEFORTE
Non si sa!...
TUTTI
(Non trovo in me delitto,
che paventar mi fa.
In breve questo arcano
che asconda ognun saprà.)
CZAR
(In breve questo arcano
che asconda ognun saprà.)
FLIMANN
(Dal fiero mio periglio
sottrarmi or chi potrà!)
LEFORTE
Sire, se non finiam questa commedia,
(piano allo Czar)
ho timor che inciampiamo in qualche imbroglio.
CZAR
Che imbroglio, che timor; seconda e taci.
Caro Flimann, allegri.
FLIMANN
Amico, a dirti il ver, son quasi morto.
Del borgomastro il cenno ...
CZAR
Ebben?... che temi?
Sei forse reo?...
FLIMANN
Pur troppo ...
CZAR
Ih!… perché adori
la sua pupilla?...
FLIMANN
Ah no... che v'ha di peggio!
Io sono un disertore!
CZAR
Oh, corpo d'una bomba!
FLIMANN
Ti par ch'io tema a torto?
CZAR
Oh no!...
FLIMANN
Sì, è dessa;
a me la guida amore.
CZAR
Ogni tema sparì nel disertore.
Scena terza
Marietta con un panierino, alla testa delle mogli de' falegnami,
che portano pur anco de' cestelli, e detti. Ella, nel mentre
gli artigiani si ristorano, dice a Flimann.
MARIETTA
Queste novelle frutta,
ch'io stessa raccolsi,
ora qui venni offrirti, o mio diletto,
siccome pegno di un costante affetto.
Il soave e bel contento
di quest'alma or sì felice
del mio labbro il vivo accento
tutto esprimere non sa.
Se i miei voti, il mio desire
lieto accoglie il caro bene,
fiano eterne le catene
e d'amore e d'amistà.
I tuoi frequenti palpiti,
deh, frena, o core amante,
or che tu vedi il tenero
oggetto del tuo ardor.
La fiamma tua vorace
esprimerò col guardo,
dirò mia bella face
per te divampo ed ardo.
Vedrò quel vago ciglio
ch'amore e ardore addita,
tutta mi ha già rapita
pago sarai mio cor.
CZAR
Bella Marietta, a voi siam debitori
di non veder più Flimann, poveretto!
vaneggiar come un uom senza intelletto!
MARIETTA
Oh! assai più di buon'ora
qui mi sarei recata,
se il mio tutor non si fermava in casa,
per un corrier che diegli dei dispacci,
scartabellando tanti gran libracci.
FLIMANN
(Dispacci!... Ah!... gli avrà scritto il colonnello!)
CZAR
Or la cagion comprendo
di non lasciar partir di qui nessuno,
finch'ei non venga.
MARIETTA
Oh ciel! Dée qui recarsi?...
Meschina me!... s'ei mi ritrova!...
LEFORTE
Arriva il borgomastro!
MARIETTA
Ah! Pietro, lascia ch'io fugga per di là.
LEFORTE
Son chiuse da quel lato le porte.
MARIETTA
Oh Dio!... come farò?... fra le compagne
fa d'uopo che m'asconda...
(si cela fra le contadine)
CZAR
(a Flimann)
Coraggio, a te.
FLIMANN
Non troppo il cor ne abbonda.
Scena quarta
Vambett seguito dagli armigeri, e detti.,
tutti i falegnami ripigliano i loro lavori. Vambett,
dopo di aver accennato agli armigeri di fermarsi
all'ingresso, dice in tuono grave.
VAMBETT
Fate largo al borgomastro.
Fermi tutti, ed attenzione,
che un tantino d'ispezione
fra voi deggio praticar.
(poi volto ai falegnami che fan rumore)
E così?... Non vi tacete?...
Che significa quel chiasso?
Se creanza non avete,
posso farvela imparar.
Ogni donna da quel lato,
tutti gli uomini a sinistra,
ch'io nel mezzo ed isolato,
vo' l'incarico studiar.
(cava un foglio di tasca, e si pone a legger fra sè)
Da molto tempo trovasi
in Saardam un incognito.
Ed io come una bestia,
l'ignoro, e non lo so.
Lavora nella darsena,
per nome Pietro chiamasi.
E tutta questa storia
successe, e nulla io so.
Vegliatelo, guardatelo,
non fate che allontanisi.
L'affare è più che serio;
lo veggo, e già lo so...
Farò dunque in principio ...
Che cosa?... Io non lo so ...
Oh! che già va per aria
la povera mia testa;
il mio cervello fumica,
la mente si offuscò!...
Ma ho l'arte, ho la politica,
e usando or quella, or questa,
il forestiero incognito,
alfine io troverò.
(rimanendo al davanti della scena concentrato)
(Eh, la cosa in se stessa ha del sottile. Esordiam.)
Si rompa il muso altrove
il femminile stuolo,
e il maschio sesso qui restar dee solo.
MARIETTA
(Ah, potessi evitarlo!)
FLIMANN
(Or Marietta è sorpresa.)
Nel sortire le donne, Vambett s'accorge di Marietta, ed
afferrandola.
MARIETTA
Signor!...
VAMBETT
Chi miro?... Oh, stelle!
E come?... la pupilla di un legale,
fra i falegnami, e dentro un arsenale?
MARIETTA
Fu...
VAMBETT
Via di qua fraschetta.
Marietta e le donne partono.
VAMBETT
Sì, parleremo a casa! Ehi, galantuomo,
appressati.
LEFORTE
Son qua.
VAMBETT
Per certo affare
mi dèi somministrare
de' lumi.
LEFORTE
M'onorate!
VAMBETT
Io sempre un gran sospetto
(prendendolo per mano, e conducendolo
sul davanti della scena)
ho avuto di que' due!
(indicando Flimann e lo Czar)
Tu, che ne dici?
LEFORTE
Quelli?(Avvertir potessi il mio sovrano!)
VAMBETT
E così?...
LEFORTE
Quelli?...
VAMBETT
Quelli, sì...
LEFORTE
Son due.
Intanto vorrebbe avvertire Flimann e lo Czar.
VAMBETT
Il diavol che ti porti!… Che cos'è?…
Tu sembri una tarantola!
(nel volgersi dalla parte opposta si accorge che lo
Czar e Flimann fanno de' gesti a Leforte)
(Ah!... ho già capito!…fra quei tre v'è il Pietro…
E già coperto…) Presto… ognun mi dica
fra voi chi ha nome Pietro?
CZAR
Io.
FLIMANN
Io.
CORO
Io... Io...
VAMBETT
Eh!... Non più; basta. Un Pietro
io voglio, e me ne piove una dozzina!...
Chi è di Sardaam nativo?
LEFORTE
Tutti, eccetto me solo e quelli due.
(indicando lo Czar e Flimann)
VAMBETT
Ma tu ti chiami?...
LEFORTE
Filiberto.
VAMBETT
Basta.
(Or senza dubbio il Pietro scoprirò.)
Tranne quei due, parta di qui ciascuno.
(segue i falegnami sino all'ingresso)
CZAR
Leforte, gli artigiani arruola, e vedi
se giunse il mio corriero.
LEFORTE
Ho inteso.
VAMBETT
Ehi, dico,
che cos'è quel ciù ciù
(che volgendosi li ha trovati uniti)
LEFORTE
Ecco. Men vado.
VAMBETT
(Ah! ah! Questo complotto
maggiormente conferma,
che l'un di questi è il Pietro in questione!...
Borgomastro, giudizio ed attenzione.)
Lo Czar rimane da un lato, Flimann dall'altro
Vambett nel mezzo che osserva i movimenti d'entrambi.
FLIMANN
(Come ha fisso in me lo sguardo!
Sembra aver di me sol cura!
Presso è già la mia sciagura!
Giusto ciel! che mi avverrà!)
CZAR
(Ferma a guisa di lanterna,
quella forma da stivale,
col suo tuono magistrale
quanto ridere mi fa.)
VAMBETT
Questo ride e non mi cura;
quello guarda ed ha paura;
ergo il Pietro è quell'amico,
né v'è più difficoltà.
Dimmi un po' dove sei nato?
FLIMANN
Nella Russia.
VAMBETT
Fermo qua.
Dove fosti generato? ...
FLIMANN
Nella Russia.
VAMBETT
Pure là? ...
Tu ti chiami?
FLIMANN
Pietro...
VAMBETT
Or taci. E tu?
CZAR
Pietro…
VAMBETT
Pietro pure?...
E quant'è che in Sardaam sei?...
FLIMANN
Son quattr'anni.
VAMBETT
E tu?...
CZAR
Quattr'anni
VAMBETT
Ora crepo fra voi due.
Certo scoppio in mezzo qua.
FLIMANN
(Più fortunato evento
chi mai potea sperar!)
CZAR
(Perdut'ha già la bussola,
non sa più navigar.)
VAMBETT
(Or per scoprir la trama
occorre minacciar.)
Orsu, signori miei...
CZAR
Ma via, signore, in pace,
mi lasci per pietà.
Son di Moscovia,
mi chiamo Pietro,
qui venni giovane,
quattr'anni indietro;
se mi desidera, se mi vorrà,
nella gran bettola mi troverà.
FLIMANN
Ed io ritorno a dire
l'istessa verità.
Son di Moscovia ecc.
VAMBETT
Lasciate almen ch'io parli...
CZAR
Ma via, signore, in pace...
VAMBETT
Ma questa è inciviltà...
FLIMANN
Mi lasci, per pietà ...
VAMBETT
Io sol desidero...
CZAR
Son di Moscovia ...
VAMBETT
Quanto vi prego ...
FLIMANN
Mi chiamo Pietro ...
VAMBETT
Quanto vi supplico ...
CZAR
Qui venni giovane ...
VAMBETT
Ma non lo nego...
CZAR e FLIMANN
Se mi desidera,
se mi vorrà,
nella gran bettola
mi troverà.
VAMBETT
Ah! chi le orecchie
mi vuol prestar
questo gran chiasso
per sopportar?
(lo Czar e Flimann sortono celermente)
Il lido già credeva di toccare,
e mi trovo di nuovo in alto mare!
(fa per partire, e si ferma ad un tratto)
Oh! che vedo! mia figlia? E cosa vuole?
Scena quinta
Vambett e Carlotta.
CARLOTTA
Oh!... alfin v'ho ritrovato!
Un signore vi brama con premura.
(indicando versof uori)
Eccolo.
(vedendolo arrivare)
Scena sesta
Alì travestito e detti.
CARLOTTA
É questi il borgomastro.
(mostrandogli Vambett, partendo)
ALì
Grazie.
Signore, a voi m'inchino.
VAMBETT
Mi sprofondo.
In che mai posso servirvi?
(appressandosi con circospezione)
ALì
Dirò; saper m'è d'uopo
se in tal paese un giovane soggiorna,
di falegname sotto abbiette spoglie.
VAMBETT
Moscovita?...
ALì
E di nome Pietro...
VAMBETT
Pietro!...
Voi pur cercate un Pietro?... Oh! se sapeste,
per trovarlo, poc'anzi, che ho passato.
ALì
E il ritrovaste?
VAMBETT
Nulla ho ritrovato;
uno però ne ho in vista, e quegli è desso.
ALì
Trovatelo! V'è il Turco
che il brama seco! ...
VAMBETT
Il Turco?
ALì
Incaricato
io son di tale affare!
VAMBETT
(Ah! ora capisco il fatto
sì, sì... lo sciagurato
per qualche cosa ha da essere impalato!)
ALì
Che dite?
VAMBETT
Andiamo insieme alla taverna,
che là lo troveremo.
ALì
Andiamo pure.
VAMBETT
Oggi il giorno è per me delle avventure.
Partono.
Interno di una taverna ingombra di scranni e tavole. In
fondo un giardino, che ne dà l'ingresso.
Scena settima
Lo Czar e Flimann, saranno seduti vicini
ad una tavola segregati dagli altri. I falegnami colle
loro compagne in varii gruppi bevono e cantano il
seguente coro.
TUTTI
Versiamo il liquor,
beviamo.
Tocchiamo il bicchier.
Di evviva il cantier
si faccia echeggiar.
Del prence il valor
cantiamo.
La fede, l'amor,
già impressa nel cor,
torniamo a giurar.
FLIMANN
I tuoi precetti son pur belli e buoni;
(alzandosi alquanto stizzito)
ma, tel ripeto, amor non vuol ragioni.
CZAR
Cospetto!... Or dir ben posso
che di te non vi fu, né v'ha pel mondo
amator più impazzito e furibondo.
Scena ottava
Leforte e detti,- quindi tutti gli attori l'un dopo l'altro.
LEFORTE
Signore?
CZAR
Gli artigiani?...
(alzandosi e conducendolo in disparte)
LEFORTE
Arruolati già sono.
CZAR
Ed il corrier?
LEFORTE
Non giunse ancora.
VAMBETT
A voi.
(ad A lì)
Mostratevi con aria disinvolta...
FLIMANN
Ecco Vambett...
CZAR
Il segue un forestiero.
VAMBETT
É quegli...
(indicando Flimann ad Alì)
ALì
Vi son grato! Sire...
(sotto voce a Flimann essendosegli appressato)
FLIMANN
(sorpreso)
Sire!
Pietro Flimann mi chiamo.
ALì
Oh, perdonate... obbliava...
che qui voi siete incognito.
FLIMANN
(Qual altro impiccio è questo!)
VAMBETT
(rimane sorpreso osservando gli amichevoli movimenti
fra Alì e Flimann: Alì qui caverà un foglio)
Inchini!... Bassa voce!... E carte ancora!
CZAR
(a Leforte)
Che mai vorrà da Flimann!
LEFORTE
Non comprendo.
ALì
Tutto ciò che il Divano a voi propone,
(presentando a Flimann un plico)
questo plico contiene.
FLIMANN
(Divano!Al certo, imbroglio qui ci sta!)
Porgete, che da me poi sarà letto;
intanto mi potreste
qui accennar il ristretto.
(lo fa sedere alla tavola ove era prima collo Czar)
VAMBETT
(Più riverenze!... Eppur... corpo di Bacco...
Bravo... così... far deggio ...
FLIMANN
Mikailoffe,
Filiberto, venite ancora voi ...
VAMBETT
No, no, che vada ei solo...
(trattenendo lo Czar)
Tu meco resta qui...
CZAR
(Che seccatore!)
VAMBETT
Di quanti qui ne sono
(prendendoselo a mano e conducendolo in disparte)
nessun mi persuade;
ond'io soltanto a te fidarmi voglio,
per superare alfine un certo imbroglio.
Dèi saper ch'io vado in traccia
d'un incognito soggetto,
e s'è vero un mio sospetto,
mi dovresti confermar.
CZAR
Dite pur, che a cento braccia,
grato sempre a tanto onore,
schiuderò sincero il core,
per potervi secondar.
VAMBETT
Di quel Flimann tuo compagno,
dimmi il vero e proprio stato,
patria, e nome, col casato,
e che mai qui venne a far.
CZAR
Il quesito è imbarazzante,
e di scioglierlo ho divieto;
ma per voi non v'è segreto,
e vi voglio soddisfar.
VAMBETT
(fra se)
(Ah! ci siamo!)
CZAR
(Or più l'imbroglio.)
VAMBETT
Parla...
CZAR
In primo...
VAMBETT
Sotto voce
CZAR
Egli è un uomo ...
VAMBETT
E chi 'l contrasta?
CZAR
Piano... adagio... sa il mestiere...
VAMBETT
Son convinto ...
CZAR
Ma non basta...
Mangia bene ...
VAMBETT
E a me che importa?
CZAR
Beve meglio.
VAMBETT
Mel figuro!
CZAR
Fa all'amore...
VAMBETT
E questo il so.
CZAR
Sempre dorme... fuma molto...
VAMBETT
Ma che c'entra tutto ciò?
CZAR
Per servire a quel che segue
ed a quel che vi dirò.
VAMBETT
Passa dunque adesso al sodo.
CZAR
Ecco... sembra un po' fanatico ...
VAMBETT
Ma battiamo proprio al chiodo ...
CZAR
Ha il cervello poi lunatico.
VAMBETT
E da capo! ...
CZAR
É ancor bisbetico,
è frenetico ...
VAMBETT
Eh!... non più.
T'ho capito! ... (Che volpone!)
CZAR
Che capiste? ... Dite su?
VAMBETT
Che un furfante!... che un birbante!
Che una spia ancor sei tu.
CZAR
Ah, vecchiardo scimunito!
Le parole ben misura!
VAMBETT
E che credi far paura!...
Sì... un birbante... il torno a dir.
CZAR
Eh!... va al diavolo!... imbecille!
(dandogli un pugno)
VAMBETT
A me un pugno!... quale ardir!
(gridando)
Gente! armigeri... accorrete!...
TUTTI
Che cos'è?
(alzandosi e correndo a Vambett)
VAMBETT
Questo malnato un
gran pugno m'ha vibrato,
e l'offesa io vo' punir.
TUTTI
(Qual trasporto sconsigliato,
chi sa come andrà a finir!)
VAMBETT
Mani addosso a un borgomastro!...
Dar percosse ad un dottore!
Oh vergogna!... oh disonore!
Mi congelo al sol pensier!
(tranne lo Czar, tutti)
Via, non più vi riscaldate;
fu un errore passeggier!
VAMBETT
No, che ciarle affé non compro!
Fu pensato l'attentato,
né obliato invendicato
può il mio torto rimaner.
TUTTI
Una testa senza logica,
io non vidi al par di questa!
Sembra barca che in tempesta
priva sia del suo nocchier.
VAMBETT
Presto ceppi, corde, fruste,
gabbie, pali; roghi, forche,
presto un letto di locuste
al colpevole offensor.
TUTTI
Ma sentite, riflettete,
ponderate, e men furor.
In tal mentre arrivano in tutta fretta Marietta e
Carlotta.
MARIETTA
Ah, signore!...
CARLOTTA
Ah, caro padre!
VAMBETT
Che v'avvenne?
MARIETTA
Se sapeste ...
VAMBETT
Ma che cosa?...
CARLOTTA
Se vedeste ...
VAMBETT
Presto... appresso...
MARIETTA
Armi ... fuoco...
VAMBETT
Via... parlate...
CARLOTTA
In ogni loco...
MARIETTA e CARLOTTA
Ah! che dirvelo, narrarlo...
forza e lena io più non ho.
VAMBETT
Or bastono tutte due,
ed il ver così saprò.
MARIETTA
Già s'inoltra della truppa!
CARLOTTA
De' soldati.
TUTTI
De' soldati!!!
Qual scena è questa?
Qual nuovo arcano?
Già la mia testa
girando va.
Arriva un Uffiziale accompagnato da soldati, e porge
un foglio a Vambett.
UFFIZIALE
É per voi, signor, tal foglio.
TUTTI
Reca un foglio!... che sarà?
Mentre Vambett legge.
VAMBETT
Arrestate, capitano,
quanti sian raccolti qua.
TUTTI
Ma signore!...
VAMBETT
Che signore!
Mi si cerca imprigionato,
un cert'uomo ch'ha ingaggiato
quasi tutta la città.
Onde allor che arresto ognuno,
questo tal non fuggirà...
E così?... non vi movete?...
Capitan?... che fate là?
L'Uffiziale si dirige verso Marietta.
VAMBETT
Pian... lasciate... Non è questa...
L'Uffiziale si rivolge a Carlotta.
VAMBETT
Dove andate?... Nemmen quella...
(indicando Alì)
Qui costui...
ALì
Un inviato
della porta rispettate.
Vambett gli fa un inchino, e segna Flimann.
VAMBETT
No, colui...
ALì
Lo Czar è questi.
VAMBETT
Dunque quei...
LEFORTE
Lo Czar lasciate.
VAMBETT
Quanti Czarri!... Che inviato!...
Non mi lascio infinocchiar!
A voi, presto. Olà...
(ai soldati)
CARLOTTA, MARIETTA, ALì e LEFORTE
Fermate.
D'appressarvi non osate!
Alla Russia/porta io vo soggetto;
ed in breve il mostrerò.
TUTTI
Come in grembo d'un vulcano,
volve ed erra il turbo ardente;
tale incerto per la mente
il pensier vagando va.
La ragione si confonde,
che risolvere non sa.
Scena prima
Veduta del porto e del cantiere. Lo Czar seguito da Alì.
ALì
Lo Czar adunque?...
CZAR
Io son… Ma un tal segreto
non vo' che si palesi,
infin ch'io rieda in seno al patrio impero…
Quanto il Divan richiese,
mi è grato secondar. L'arcano intanto,
Flimann blandendo conservar dovete.
Eccolo ei vien. Non date alcun sospetto.
M'intendeste?
ALì
M'è legge un vostro detto.
Lo Czar parte.
Scena seconda
Flimann in abito militare seguito da guardie ed Alì.
ALì
Viva ognor fra la gloria e lo splendore
della Russia il sovrano imperadore.
FLIMANN
A tanto onor sarò mai sempre grato.
(In qual mondo mi sia
non so davver. Mi veggo trasformato
in tali spoglie, e la ragion ne ignoro.)
Scena terza
Alì, Flimann e Marietta.
MARIETTA
(Eccolo! Oh, come amore
più bello me lo rende e caro al core!)
FLIMANN
É dessa.
MARIETTA
Al russo imperador mi prostro.
FLIMANN
Grazie. (Potessi mandar via costui.)
Col suo legno, signore,
partir io bramerei da qui a poch'ore.
ALì
(Ho compreso. Importuna
è a lui la mia presenza.)
Vado tutto a dispor per la partenza.
(parte)
MARIETTA
Anch'io n'andrò.
FLIMANN
Ti ferma.
MARIETTA
(Ei mi ama ancor.)
FLIMANN
Veggiam se viene alcuno.
(gira per la scena)
MARIETTA
(Che sarà mai!)
FLIMANN
T'appressa.
MARIETTA
(Il cor mi batte.)
FLIMANN
Mio bene, un rio destin vuol ch'io ti perda.
MARIETTA
(Che intesi!... Ahi, sventurata!)
FLIMANN
Non più vederti io deggio!...
MARIETTA
E come?...
FLIMANN
Mentre amore
ai nostri voti arride,
gli annulla un fato avverso, e ci divide.
(gira per la scena onde osservare se vi fosse alcuno,
quindi appressandosi a Marietta)
Allor che tutto tace
in grembo a un dolce obblio,
io sol, bell'idol mio,
fra l'ombre partirò;
e a te lasciando il core
di qui m'involerò.
MARIETTA
(Un gelo per le vene
mi corse a quell'addio! ...
Lontan dall'idol mio
Più pace non avrò;
e a lui pensando ognora,
nel duol mi struggerò.)
FLIMANN
Tu piangi?...
MARIETTA
Ah! quella mano,
lasciate almen che in pria...
FLIMANN
La mano!...
MARIETTA
Ad un sovrano?...
FLIMANN
T'inganna un tanto error.
Mi trasse in tal figura
un caso da romanzo!...
Ma sappi, t'assicura,
ch'io sono un disertor.
MARIETTA
Che ascolto! Oh, ciel! qual fulmine!
Deh! non lasciarmi...
FLIMANN
Ah! pensa,
che il fallo mio svelandosi
qui morte incontrerò.
MARIETTA
Ed io la morte istessa,
qui, teco affronterò!
FLIMANN
Non più. Vincesti, o cara!...
MARIETTA
Ebben?...
FLIMANN
Non partirò.
MARIETTA e FLIMANN
Da te lontana
quest'alma amante,
un solo istante
giammai sarà.
E fin di vita
nell'ore estreme,
un'urna insieme
ci accoglierà.
Partono.
Scena quarta
Vambett seguito da quattro armigeri.
VAMBETT
Prodi campioni!... Attenti, veh! correte,
e tirate del porto le catene;
dell'ammiraglio l'ordine v'ho detto.
Andate.
Gli armigeri partono.
Scena quinta
Vambett e lo Czar.
CZAR
(Qui Vambett!)
VAMBETT
(in tuono)
Oh, signorino!
Per l'appunto di lei moveva in traccia.
Dovete ritrovarvi
in men d'un quarto d'ora
in casa mia...
CZAR
Non occorr'altro.
VAMBETT
Addio.
(parte)
CZAR
Aspettami, che vengo.
Scena sesta
Lo Czar e Leforte.
CZAR
Ebben?... fido Leforte!...
gli artigiani?
LEFORTE
Son pronti; e in rada un legno
approderà d'un vostro cenno al segno.
CZAR
Fa d'uopo pria di tutto,
rendere Alì d'un tal disegno instrutto.
Ma, di', giunse il corriero?
LEFORTE
In questo istante.
CZAR
E quale
di Mosca avesti nuova?
LEFORTE
Che ognuno a sé vi brama,
e che solo i boiardi e gli strelizzi
mormorando già vanno,
che tai viaggi in nulla gioveranno.
CZAR
Vili!Qual folle ardir! Delitto tanto
non fia che resti inulto!
A un solo de' miei detti e de' miei sguardi
cadranno gli strelizzi ed i boiardi.
Va, e la nave, in un baleno,
fa che approdi a questo lido,
ond'io possa al popol fido,
il sovrano ridonar.
E la colpa, il tradimento,
vendicare, fulminar!
Leforte parte.
VOCI DI DENTRO
Viva ognor...
CZAR
Quai voci ascolto!...
VOCI DI DENTRO
Della Russia lo splendor.
CZAR
Fra gli onori e i plausi è accolto
il supposto imperador.
Leforte indugia ancor...
io stesso il troverò;
e gloria, onor, valor
al trono apporterò!
Non più di barbara
sull'emisfero
per me la Russia
il nome avrà;
di allori cingersi
vedrà il guerriero;
ogni arte sorgere
per me vedrà.
Di questa immagine
Il sol pensiero,
mi guida in estasi,
maggior mi fa.
(parte)
Scena settima
Marietta sola.
MARIETTA
Le promesse di Flimann,
la sua giurata fede
rasserenan quest'alma
ma non le rendon la perduta calma.
(rimane pensosa)
Scena ottava
Marietta e Vambett.
VAMBETT
Cara la mia pupilla!… E qui che fai?
MARIETTA
Piango il mio fato!
VAMBETT
Eh!... lascia questo pianto,
vorrei vederti una sol volta allegra.
MARIETTA
Non è possibil.
VAMBETT
Come?
Mia figlia sposerà...
MARIETTA
Me ne compiaccio!
VAMBETT
E a nozze andrà pur anco una persona
MARIETTA
Chi mai?... (L'ho già capito!)
VAMBETT
Un uom che conta, è ver, più d'un annetto,
ma sano, rubicondo, floridetto...
MARIETTA
E chi brama sposar? (Sentiam che dice.)
VAMBETT
Una ragazza bella, snella, amabile,
simpatica, garbata,
a disastro comun, nel mondo nata.
MARIETTA
Non vi capisco troppo.
VAMBETT
Marietta, parlar chiaro alfin ti voglio,
ma non andar in collera...
MARIETTA
Dite pure...
VAMBETT
Rimasto essendo incolume,
sin da quando morì, salute a noi,
la mia cara metà, donna Vittoria,
di sempre infelicissima memoria,
or sposarti vorrei, con tutto il core.
MARIETTA
Che mai dite, signor, siete in errore.
Senza tanti complimenti,
senza farvi più mistero,
ecco in breve il mio pensiero;
state attento ad ascoltar:
se lo sposo non mi garba,
se non quadra la mia mente,
vel confido francamente,
non mi voglio maritar.
VAMBETT
A quattr'occhi e in confidenza,
senti bene figlia mia,
che predice il Casamia
sull'articolo Sposar:
maschi pochi nasceranno,
donne a mille sbucceranno;
e se tu non ti provvedi,
zitellina puoi restar.
MARIETTA
Non mi curo del futuro,
ne avverrà quel che avverrà.
VAMBETT
Ma se poi resti all'oscuro,
più rimedio vi sarà.
MARIETTA
Chi pretende la mia mano,
ei vi aspira al certo invano,
se non offre in un compendio
cento cose graziose...
VAMBETT
Sì?... E sentiamo.
MARIETTA
Per esempio:
due gambette dritte e snelle...
VAMBETT
A che servon due stampelle?
MARIETTA
Poca pancia, vita stretta...
VAMBETT
Sarà sempre una paletta.
MARIETTA
Occhio vivo, un bel nasino,
volto alquanto minutino.
VAMBETT
Questo è un vero scopettino!
Dove mai lo puoi trovar?
MARIETTA
L'ho trovato e gli ho giurato
già costanza e fedeltà.
VAMBETT
Insolentissima!
Lingua di vipera,
cotant'audacia
punit'andrà.
MARIETTA
Io non so fingere,
son così semplice:
ciò ch'è nell'anima,
sul labbro sta.
VAMBETT
Far un chiasso, un parapiglia
non sarebbe civiltà,
ma se l'ira prende foco
un incendio si farà.
MARIETTA
Far dell'ira tanta prova,
a che giova? di che sa?
Non mai vince, sempre perde,
colla verde vecchia età.
Partono da' lati opposti.
Scena nona
Flimann solo.
FLIMANN
Mi disse or or Carlotta,
che il padre già decise
farla moglie di Brown, e Marietta
prender egli in consorte,
e che le doppie nozze
debbon succedere in quest'oggi istesso...
Ahi!... che questo pensiero
rende il mio stato ognor più atroce e fiero.
Scena ultima
Flimann, lo Czar,- e quindi tutti gli attori un dopo l'altro.
CZAR
Qual colpo! giusto ciel! Son tratte al suolo
del porto le catene!
Come, adunque, fuggire da queste arene?
FLIMANN
M'inganno? Mikailoff?a ché sì mesto?
CZAR
Partir vorrei, ne ciò mi vien concesso!
FLIMANN
Gente s'appressa.
CZAR
Inopportuno arrivo...
Marietta e Carlotta alla testa dei falegnami, e Vambett
in mezzo a Leforte ed A lì vestito da ambasciatore.
LEFORTE
Eccolo.
(indicando lo Czar a Vambett)
ALì
É quegli.
(come sopra)
VAMBETT
(Un nuovo scoprimento!
Se durasse anche un po' questo accidente
io pazzo diverrei sicuramente.)
(volto allo Czar)
Di tutto essendo a giorno,
di Saardam l'ammiraglio
fra poco ei qui verrà,
onde far imbarcare,
con quanta gente occorre
vostra maestà!...
TUTTI
Maestà! ...
CZAR
Sì, amici, alfin mirate,
(aprendo l'abito e mostrando i suoi distintivi)
quell'io mi son, che sulla Russia impera.
FLIMANN e MARIETTA
Signor...
CZAR
V’intendo. Amor vi avvinse un giorno
consorti or io vi annoderò.
Dell'armi il fallo a te perdono,
e già delle mie navi il duce sei.
MARIETTA e FLIMANN
Me felice!
VAMBETT
Ma... sire... io... non...
CZAR
Tacete.
Non vi amò Marietta, e lo sapete.
MARIETTA
Nel tuo seno, O sposo amato,
io godrò felici istanti,
e le pene del passato
il tuo amor compenserà.
Tu passando al fianco mio,
sempre fido a me, la vita
la farai vié più gradita,
più soave a te sarà.
CORO
Ogni pena è omai finita;
lieto ognun giubilerà.
MARIETTA
É tale il dolce incanto
che porge a me l 'idea
d'aver per sempre accanto
un ben ch'io già perdea,
ch'in estasi soave
quest'anima rapita,
dimentica la vita
e si trasporta in ciel.
CORO
Dopo procella e turbine
ritorna il ciel sereno,
alfin di gioia in seno
veggo a brillarvi il cor.
F I N E